Condizionatori accesi o spenti quando si esce - Unoenergy
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Condizionatore acceso o spento quando non sei in casa? Cosa conviene veramente

Redazione Unoenergy
4 minuti di lettura

Decidere se lasciare acceso o spegnere il condizionatore quando si esce di casa è un dubbio comune, soprattutto durante l’estate. Basta uscire per fare la spesa o per un appuntamento di un paio d’ore: prima di chiudere la porta arriva sempre la stessa domanda. “Meglio spegnere o lasciarlo acceso, per non far riscaldare troppo la casa?

Spesso si pensa che spegnere e riaccendere il climatizzatore consumi più energia rispetto a lasciarlo sempre acceso. In realtà entrano in gioco più fattori come il tempo di assenza, le caratteristiche dell’abitazione, la tecnologia del climatizzatore. È arrivato quindi il momento di sfatare qualche mito e fare chiarezza sui consumi reali per sapere finalmente cosa fare quando si esce di casa.

Lasciare acceso il condizionatore quando si esce è un utilizzo intelligente?

Come spesso succede, quando si affrontano temi come questo, magari legati ad antiche convinzioni, si parla spesso per frasi assolute. In realtà non esiste una risposta valida per ogni situazione perché, come abbiamo anticipato, i fattori che concorrono sono svariati.

Bisogna tenere conto però che i climatizzatori moderni, soprattutto quelli con tecnologia inverter, sono in grado di modulare la potenza per mantenere la temperatura impostata con consumi contenuti. Per questo, lasciare il clima acceso quando si esce per poco tempo può essere una soluzione valida.

Tuttavia, se l’abitazione resta vuota per diverse ore, l’inverter da solo potrebbe non bastare. L’impianto continuerebbe comunque a consumare energia per contrastare il calore che entra da pareti, finestre e tetto.

Accendere e spegnere il climatizzatore fa sprecare più energia che lasciarlo acceso?

Per rispondere a questa domanda bisogna tenere presente che l’idea nasce da un dato reale: all’accensione il compressore lavora a potenza più elevata per raggiungere in fretta la temperatura desiderata. Si tratta però di una fase temporanea. Nella maggior parte dei casi, quel picco iniziale non compensa l’energia necessaria per raffrescare una casa vuota per ore.

Quando conviene spegnerlo?

La durata dell’assenza è uno degli elementi più importanti da considerare. Per un’assenza breve, ad esempio una commissione o accompagnare i figli a un’attività, si può lasciare il climatizzatore acceso. Basta impostare una temperatura leggermente più alta o attivare la modalità ECO, se disponibile.

Quando invece l’assenza si prolunga per alcune ore, oppure per l’intera giornata lavorativa, nella maggior parte delle abitazioni è preferibile spegnere il climatizzatore. Al rientro sarà possibile riportare rapidamente gli ambienti alla temperatura desiderata, soprattutto se l’immobile è ben isolato e l’impianto è di recente generazione.

Un’altra soluzione pratica consiste nello sfruttare le funzioni di programmazione offerte da molti climatizzatori. Grazie al timer o ai sistemi di controllo da remoto tramite app, è possibile programmare l’accensione poco prima del rientro, trovando la casa fresca senza mantenere il climatizzatore acceso inutilmente per ore.

Quindi cosa incide davvero sui consumi del climatizzatore?

Più che la scelta tra spegnere o lasciare acceso il climatizzatore, sono le caratteristiche dell’abitazione e le modalità di utilizzo a determinare i consumi.

Tra i fattori che incidono maggiormente ci sono:

  • il livello di isolamento termico dell’edificio
  • l’esposizione dell’abitazione al sole durante la giornata
  • la temperatura impostata sul climatizzatore
  • l’efficienza energetica dell’impianto
  • la manutenzione periodica, in particolare la pulizia dei filtri

Anche pochi gradi di differenza possono incidere sui consumi. Impostare una temperatura eccessivamente bassa costringe infatti il climatizzatore a lavorare più a lungo, aumentando il fabbisogno di energia. Un consiglio? La temperatura ideale da impostare è di circa 24-26° e, in linea generale, non dovrebbe superare i 5 gradi di differenza rispetto a quella dell’esterno.

Come ridurre i consumi senza rinunciare al comfort

Sapere quando conviene spegnere il condizionatore e quando invece si può lasciarlo acceso per brevi periodi, è un primo passo per usare l’energia in modo più consapevole. A fare davvero la differenza, però, come abbiamo visto sono anche le caratteristiche dell’impianto e il modo in cui viene installato e usato.

Una soluzione di climatizzazione dimensionata correttamente e adatta alle esigenze dell’abitazione, migliora il comfort e contiene i consumi nel tempo. Per trovarla, il team Unoenergy affianca i clienti nella scelta dell’impianto più adatto, con una consulenza personalizzata.