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Impianto fotovoltaico in edilizia libera: regole, limiti e permessi

Redazione Unoenergy
4 minuti di lettura

Se stai valutando l’installazione di un impianto fotovoltaico, sicuramente avrai sentito dire che “Il fotovoltaico non ha bisogno di permessi”.Questo è vero solo in parte. Nella maggior parte dei casi l’installazione di un impianto fotovoltaico rientra nella cosiddetta edilizia libera (ovvero, non serve alcun titolo edilizio).

Esistono dei casi in cui la situazione cambia: il tetto in un centro storico, un impianto di grande potenza o una pergola che sostiene i pannelli possono limitare l’accesso all’edilizia libera. Il team di Unoenergy ha realizzato una mini-guida per aiutare a orientarti senza inciampare in semplificazioni eccessive.

Quando un impianto fotovoltaico rientra in edilizia libera?

La regola generale dice che gli impianti fotovoltaici installati su edifici esistenti e che ne rispettano la sagoma rientrano nel regime dell’edilizia libera. Pertanto, possono essere realizzati senza richiedere un titolo edilizio. Questa liberalizzazione oggi trova il suo riferimento nel Testo Unico Rinnovabili (D.Lgs. 190/2024), che ha riorganizzato in modo più chiaro l’intera disciplina dei regimi amministrativi per gli impianti a fonti rinnovabili.

Un aspetto che vale la pena sottolineare, perché spesso frainteso, riguarda il fatto che la liberalizzazione riguarda l’impianto fotovoltaico in sé, non automaticamente le eventuali strutture che lo sostengono.

Se, ad esempio, per installare i pannelli si realizza una nuova struttura come un porticato e una tettoia che prima non esisteva, quella struttura resta soggetta alle regole edilizie ordinarie. Indipendentemente dal fatto che serva “solo” a reggere i moduli fotovoltaici.

Quando serve una autorizzazione per l’installazione?

L’edilizia libera, come abbiamo anticipato, non è una condizione automatica e universale: ci sono impianti che, per dimensione, collocazione o caratteristiche costruttive, escono da questo regime e richiedono un titolo edilizio vero e proprio.

Il Testo Unico Rinnovabili, in questi casi, parla di documentazioni necessarie come la CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) che si applica quando l’intervento non rientra pienamente nei parametri dell’edilizia libera, ma resta comunque un intervento di entità contenuta, con un’asseverazione tecnica a garanzia della sua conformità. In alternativa, può servire l’Autorizzazione Unica riservata agli impianti di dimensioni maggiori, quando la complessità dell’intervento o la sua incidenza sul territorio non consentono di procedere con le forme semplificate.

In base alle caratteristiche specifiche dell’intervento, possono quindi essere necessari altri regimi amministrativi oltre all’edilizia libera, in funzione della normativa vigente.

I casi particolari: balconi, pergole, tettoie e centri storici

Alcune situazioni ricorrono più spesso di altre nelle domande di chi valuta un impianto fotovoltaico, e meritano una risposta specifica perché sono casi particolari.

  • Fotovoltaico da balcone. I piccoli impianti plug-in destinati a balconi e terrazze, di potenza contenuta, rientrano nell’edilizia libera senza bisogno di alcun titolo edilizio. Se invece si passa a un impianto di taglia superiore, magari installato sul tetto anziché sul balcone, la valutazione cambia e la CILA può diventare necessaria.
  • Pergole, tettoie e pensiline. Qui la distinzione è tra elementi che restano accessori e strutture che di fatto creano un nuovo volume o un ambiente stabilmente chiuso. In quest’ultimo caso, come visto sopra, l’intervento esce dall’edilizia libera.
  • Centro storico e aree vincolate. Il fatto che un immobile si trovi nella “zona A” di un piano urbanistico comunale (i centri storici, ad esempio) non comporta automaticamente la necessità di un titolo edilizio. Il discorso cambia quando l’immobile o l’area sono oggetto di un vincolo paesaggistico o storico-artistico specifico. In questi casi l’installazione degli impianti solari fotovoltaici richiede una verifica preventiva e, spesso, un permesso paesaggistico specifico.

Installazione impianto fotovoltaico: come verificare se serve un permesso edilizio

Le regole generali che abbiamo visto fino ad ora aiutano quindi a orientarsi per capire se si può installare un impianto fotovoltaico senza permessi e in edilizia libera, ma non sostituiscono una verifica sul caso specifico. Per questo motivo, prima di avviare un progetto è importante affidarsi a un partner esperto in grado di valutare ogni aspetto tecnico e autorizzativo.

Il team Unoenergy, ad esempio, accompagna i clienti in tutte le fasi del percorso: dalla verifica preliminare dell’intervento fino alla realizzazione dell’impianto, aiutando a individuare la soluzione più adatta alle caratteristiche dell’immobile e a gestire con maggiore serenità gli eventuali adempimenti previsti dalla normativa.

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