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Quali sono i costi e i rischi economici che affronterà l’Italia con il cambiamento climatico?

Il cambiamento climatico in Italia influenza non solo l’ambiente naturale, portando allo sviluppo di fenomeni sempre più irreversibili, ma coinvolge anche le sfere economiche e sociali dell’intero Paese.

Secondo quanto riportato dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) i primi segnali visibili del cambiamento climatico si evidenziano nell’aumento delle temperature medie e nell’incremento di fenomeni atmosferici sempre più anomali.

La temperatura media globale, infatti, secondo i diversi modelli climatici, salirà fino a 2° C nel periodo tra il 2021-2050, con delle variazioni maggiori in zona alpina e nella stagione estiva, in cui si prospetta invece un innalzamento fino a 5° C.

Quali effetti avrà il cambiamento climatico nel tessuto economico italiano?

Gli effetti del cambiamento climatico possono essere distinti in due differenti categorie:

  • danni di mercato (market damages), i quali si riferiscono agli impatti economici che i repentini cambiamenti climatici possono avere sui diversi settori, tra cui l’agricoltura, la manifattura e il settore terziario.
  • danni non di mercato (non-market damages), maggiormente difficili da misurare i quali riguardano la perdita di benessere legata alla creazione di un clima meno ospitale e alla degradazione degli ecosistemi e delle biodiversità. 

A livello internazionale, gli studi cross-country effettuati mettono in luce come l’impatto economico del cambiamento climatico sia differente tra stati e regioni. Paesi con climi tropicali e a basso reddito saranno quelli maggiormente colpiti. Al tempo stesso anche gli stati sviluppati ne saranno influenzati, sia direttamente sia indirettamente, ad esempio dall’aumento dei prezzi delle materie prime e dai flussi migratori.

Ricerche recenti indicano inoltre come l’effetto dell’innalzamento della temperatura sulla crescita economica non sia costante, ma cambi in base ai diversi livelli di temperatura.

A conferma di ciò i risultati dello studio “Dinamica delle temperature e attività economica in Italia: un’analisi di lungo periodo” svolto dalla Banca d’Italia evidenziano come all’aumento della temperatura di 1,5° C si prospetti una diminuzione del PIL tra i 2,8 e i 9,5 punti percentuali entro il 2100.

Accordo di Parigi: perché è fondamentale mitigare la crescita della temperatura?

Nel dicembre 2015, durante la 21° Conferenza delle Parti (COP21) a Parigi è stato stipulato l’Accordo di Parigi, il primo accordo universale che unisce paesi europei ed extraeuropei con l’obiettivo di mitigare l’incremento della temperatura globale entro i 2° C, portandolo a non superare i 1,5° C dai livelli preindustriali.

Il superamento anche solo temporaneo di questa temperatura potrebbe finire per mitigare notevolmente la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici dei vari paesi. 

Secondo il Sesto Rapporto di Valutazione del riscaldamento globale redatto dal Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC) dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, tale innalzamento porterebbe ad alcune conseguenze negative che investirebbero non solo il clima ma la qualità della vita di ogni cittadino. Tra gli effetti negativi emergono:

  • Aumento delle ondate di calore;
  • Innalzamento del livello dei mari;
  • Perdita della biodiversità;
  • Incremento di eventi naturali estremi;

Per contenere il riscaldamento globale entro 1,5°C risulta essenziale ridurre significativamente le emissioni di gas serra in ogni settore, dai servizi alla produzione. Alcune città, regioni, stati e aziende stanno iniziando ora il proprio percorso di transizione per la diminuzione delle emissioni di CO2. Tuttavia, sono ancora poche e isolate le realtà che attualmente risultano in linea con l’obiettivo di 1,5° C.

Per supportare la riduzione delle emissioni di carbonio e contribuire all’abbassamento delle temperature, imprese e famiglie possono dare il proprio contributo, adottando una o più delle seguenti misure:

  1. Migliorare la propria efficienza energetica, installando impianti di illuminazione a LED ed ottimizzando i sistemi di riscaldamento e raffreddamento;
  2. Adottare fonti di energia rinnovabile come il fotovoltaico;
  3. Effettuare audit energetici a cadenza regolare per identificare e attuare opportunità di miglioramento nell’uso dell’energia.

Unoenergy supporta le famiglie, le imprese e gli amministratori di condominio attraverso servizi di efficientamento energetico per ottimizzare l’utilizzo di energia e ridurre l’impatto sull’ambiente.

Visita la nostra pagina per scoprire tutti i servizi di efficientamento.

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